Conferenza stampa introduttiva di tutto il progetto:
https://www.iistorriani.it/articolo/viaggio-della-memoria-i-campi-di-con...
Si è tenuto il 14 novembre nell'Aula Magna del Torriani l'incontro con la storica Alessandra Kersevan che ha dato il via agli approfondimenti che porteranno al viaggio della memoria 2023-24 a Gorizia e Lubiana. In questo primo appuntamento gli studenti hanno potuto comprendere la tragedia delle popolazioni slovene e croate confinanti con l'Italia fascista.
Il confine orientale: l'ambizioso progetto della Rete di scuole che partecipano al percorso che porterà al viaggio della memoria 2024 tra Gorizia e Lubiana punta a seguire le vicende di quella zona di confine tra Italia e Slovenia che tra il Risorgimento (1866), la Prima e la Seconda guerra mondiale, è sempre stata oggetto di rivendicazioni nazionaliste.
Il 6 aprile del 41 Hitler invade la Jugoslavia e Mussolini si accoda progettando una politica di espansione nella penisola balcanica.
Sotto il fascismo, sloveni e croati sono costretti ad andarsene dalla Venezia Giulia se non accettano di diventare "italiani" dimenticando le loro origini, la loro lingua e le loro tradizioni.
La circolare 3C fu una direttiva emanata il 1º marzo 1942 dal Comando superiore delle forze armate in Slovenia e Dalmazia ("Supersloda") a firma del generale d'armata Mario Roatta. Questa circolare era in diretta relazione con il decreto emanato da Mussolini in gennaio che regolava «i rapporti tra le autorità militari e quelle civili in materia di sicurezza e ordine pubblico» nei territori occupati dalla Seconda Armata in Jugoslavia.
Una delle conseguenze della circolare furono i rastrellamenti nelle città come Lubiana e nelle campagne e quindi della realizzazione del campo di concentramento di Gonars, paese della pianura friulana, 25 km a sud di Udine. Gonars era vicina ai luoghi della resistenza slovena e perché c'era già un campo per prigionieri di guerra nel 41. Diventa campo per internati civili nel 42.
Nel marzo del 42 arrivarono lì gli uomini adulti arrestati in Slovenia. Arrivavano in treno e facevano km a piedi, incatenati.
Nella notte tra il 22 e il 23 febbraio del 1942 la città di Lubiana fu circondata interamente da filo spinato, tutti i maschi adulti furono arrestati, sottoposti a controlli e la gran parte di essi destinati all'internamento. In breve anche le altre città della "provincia" subirono la stessa sorte.
Gli arrestati furono portati nel campo di concentramento di Gonars, dove nell'estate del 1942 erano presenti già più di 6000 internati, ben oltre le possibilità ricettive del campo, che era allestito per meno di 3000 persone. A causa del sovraffollamento, delle precarie condizioni igieniche e della cattiva alimentazione, ben presto si diffusero varie malattie, come la dissenteria, che cominciarono a mietere le prime vittime.
In questo primo periodo nel campo si trovarono concentrati intellettuali, insegnanti, studenti, operai e artigiani; quindi tutti coloro che erano considerati potenziali oppositori e tra essi c'erano anche molti artisti che alla detenzione nel campo hanno dedicato molte delle loro opere.